Premessa: One year ago

For ur teacher friends

Settembre 2015

C’era una volta una prof di ventisei anni, anzi, all’epoca solo una neolaureata, che esattamente un anno fa mandava un curriculum ad una scuola privata della sua cittadina dove era tornata a vivere dopo aver preso la laurea magistrale.
Voleva vedere se quella era la strada per lei, se era fatta della pasta giusta per ricoprire quel ruolo che sin da piccola aveva sempre sognato.
Nel giro di qualche giorno si sarebbe ritrovata a fare un colloquio e ad essere assunta come docente in quella scuola privata.
Non sapeva che di lì a poco si sarebbe strappata i capelli ed esaurita perché in quella scuola erano concentrati tutti gli elementi più cafoni, strafottenti e somari della città, nonché i più viziati e egocentrici dell’intera regione, ma soprattutto non poteva assolutamente sapere che si sarebbe presa un’innocente sbandata per uno dei suoi studenti più secchioni e pieni di sé, cotta che poi avrebbe sublimato accontentandosi di passarci insieme qualche rognosa ora di lezione a settimana erudendolo sui misteri della lingua inglese, e che sarebbe rimasta innocentemente tale per i lunghi mesi a venire.
Eh no, che non poteva saperlo, la nostra neo prof.
La prof all’epoca era già fidanzata da anni.
Se è per questo, anche lo studente lo era. Ma questo è un altro discorso.
Certo, c’erano state delle crisi durante la loro storia e dei comportamenti per così dire non troppo orsolini, come in ogni rapporto che non sfugge alle leggi del tempo e della triste realtà.
Magari qualche avvisaglia che la relazione potesse esser messa in crisi da qualche uomo interessante che lei poteva potenzialmente incontrare sulla sua strada nel nuovo ambiente lavorativo che si apprestava a frequentare poteva esserci.
Sai, l’attrattiva del nuovo, dell’ignoto.
Se fosse stato un altro ambiente lavorativo, però.
Non so, un qualsiasi ufficio di qualche multinazionale.
Un hotel.
Un cesso di un autogrill, persino (d’altronde di questi tempi, anche con due lauree potresti tranquillamente finire a sgobbare pulendo i pavimenti sulla statale..)
Insomma, un qualsiasi altro ambiente di lavoro.
Ma, per diamine, non una scuola.
Se proprio doveva pensare ad un luogo che sarebbe per lei potuto essere, in quel senso, un luogo di perdizione, non si immaginava certo una spartana scuola superiore piena zeppa di ragazzini ancora acerbi e pretenziosi, che se le diceva culo erano solo spocchiosi figli di papà, e se invece la diceva sfiga, erano casi umani più preferibilmente destinati ad un riformatorio che ad un istituto di istruzione secondaria.
Perché, va bene le avvisaglie, va bene che ci era già passata, va bene che potenzialmente dopo anni di tranquillità si sentiva diciamo “suscettibile” da quel punto di vista, ma, diodelcielo, che riesci a trovarti il potenziale “elemento di disturbo” persino in una scuola dove il più grande c’ha vent’anni, ha appena finito l’età dello sviluppo e per di più è anche un tuo studente che ha circa la metà degli anni del tuo partner ufficiale, mentre te nel frattempo sei nell’età in cui le tue coetanee più svelte metton su famiglia e sfornano bambini e convivenze come non ci fosse un domani….che diamine, ad arrivar a pensar così male ce ne vuole, eh….
Eh no, non poteva immaginare che proprio lì dentro sarebbe successo.
E non credeva di poter arrivare così in basso.
Al limite coi colleghi, se proprio doveva succedere. Sarebbe stato più credibile. Anche se quello il più figo aveva lo stesso sex appeal di un totano bagnato e la stessa pettinatura di Magalli.
Ma così no, dai.
Che scandalo, che caduta di stile, che danno…

Eppure, non è mai stato tanto dolce e miracoloso scivolare nella disfatta.
L’errore ad un certo punto è stato inevitabile, come scivolare sul ghiaccio correndo e bagnarsi le ginocchia. Non si è ferita, non esce sangue, ma la botta l’ha presa dentro e anche se non si vedono, i lividi già pulsano da sotto i jeans fradici.

 

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18 pensieri su “Premessa: One year ago

  1. exileye ha detto:

    Già. Tutto può succedere. Ma la vera domanda è: “E ora che si fa?” Il passato ci istruisce e plasma ma è il presente e il futuro a determinare il proprio destino. Percorso introspettivo necessario, fiducia in se è amore per sé stessi. Così ci si rialza. Gli altri non sono meglio, tranquilla. L’importante è lottare e amare insieme

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    • ildiariodellaprofesora ha detto:

      Grazie per le belle parole spese.
      In effetti, ho aperto questo blog proprio con l’esigenza di raccontarmi e metter nero su bianco questa esperienza proprio per esorcizzarla.
      Introspezione necessaria, come dici tu.
      Vediamo come andrà a finire e se davvero sarà utile per la mia psiche, soprattutto…

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  2. Demonio ha detto:

    Egoisticamente torno agli anni in cui ero stidente anch’io e…e niente, provo solo tanta invidia per questo ragazzo che ha avuto la fortuna di vivere quella che credo sia la fantasia di tanti. Invece io mai avuto una prof che potesse lontanamente invogliare pensieri hard! Mai. A parte ciò…bel racconto! 😉

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  3. PePs ha detto:

    … sì te lo dico per esperienza personale, tante emozioni, ma pure tante incazzature… il fatto è che comunque ti sarai levata delle curiosità (nonchè avrai mille aneddoti da raccontare ai nipoti… evita ai figli che è meglio)

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  4. La Prof ha detto:

    Gli aneddoti paradossali accaduti in classe sono stati oggetto di luuunghe chiacchierate durante le cene fra amici per mooolti mesi a venire…se gli studenti avessero saputo che gli dedicavo così tante parole (spesso incazzose, a dire il vero) si sarebbero sentiti davvero onorati e importanti

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